Stagione 2001/2002
Qualcosa di...
spettacolo di Alessandro Felisi - testi di A. Cechov, Il volo di Jonathan, Eschilo, A. Felisi
A PROPOSITO DELLO SPETTACOLO...
"Qualcosa di loro, qualcosa di nostro, qualcosa di inutile, qualcosa di Bianco" è il titolo completo di questo lavoro “scomposto” in quattro atti separati, adattando, in forma innovativa, pezzi che vanno da "I danni del Tabacco" di Anton Checov, ad un brano tratto da "I Persiani" di Eschilo, oltre all’originale analisi del "Moby Dick" di Herman Melville scritto da Alessandro Felisi ed intitolata L’ombra di Ismaele. Il Volo di Jonathan, crea un lavoro ambientato, per scelta, in una quasi totale assenza scenografica, ma con un accurato lavoro di luci. A fare da contorno ad ogni situazione presentata vengono interpretati “alla cieca” 9 brani originali scritti da alcuni componenti del gruppo, prendendo il titolo di Simili a Poesie.
... E DEL SUO ADATTAMENTO
Una tradizione impone che il giorno del proprio matrimonio, a titolo di buon augurio, occorra indossare "Qualcosa di vecchio, Qualcosa di nuovo, Qualcosa di preso in prestito e Qualcosa di blu". Ecco allora che, parafrasando il detto "Something old, Something new, Something borrowed, Something blue", Il Volo di Jonathan, indossa quattro storie diverse, non solo a titolo di buon augurio, quindi, ma anche di buona vita. Per non dimenticare che da ciò che è stato... Può nascere il nuovo... Che da ciò che sembra inutile può pur sempre provenire una lezione... Che da ciò che è bianco le cose, a volte, non vengono mai più viste come prima.
PRESENTAZIONE
Qualcosa di loro: e per loro intendiamo proprio coloro che hanno lasciato un'impronta indelebile nella storia del teatro, rappresentati qui da un'opera classica e divertente quale "I danni del Tabacco" di Anton Checov, ripresentata in una chiave del tutto nuova che sdoppia la personalità del protagonista, facendolo apparire come le due facce di una stessa medaglia.
Qualcosa di nostro: una breve opera inedita, scritta e proposta da "Il Volo di Jonathan", composta di nove brani di cui siamo gli sconosciuti autori e gli ignari lettori. Una breve parentesi fatta di ciò che siamo, affidata ogni volta a una voce diversa ed intitolata "Simile a poesie".
Qualcosa di inutile: "I Persiani" di Eschilo, una tragedia Greca, un classico, una cronaca disperata emessa con furia e rancore………..ma, che nessuno, ascolta.
Qualcosa di Bianco: e se per far capire al mondo quanto crudele possa diventare l'opera dell'uomo, si debba diventare uno strumento, freddo, cinico e spietato quanto il male di cui siamo stati volontariamente testimoni ? "L'ombra di Ismaele". Scritto da Alessandro Felisi.

